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Gli studi professionali sopravviveranno? Sì, e vi spiego come

By 16 Marzo 2016 7 Agosto, 2019 No Comments

Eseguendo un numero grandissimo di prove, la frequenza relativa di un evento tende verso la probabilità dell’evento stesso. Ad esempio, se lanciamo una moneta un grandissimo numero di volte, la frequenza relativa dell’uscita “testa” tende verso la probabilità che si verifichi questo evento, cioè il 50%.

Legge dei grandi numeri.

Queste poche righe riassumono non solo la Legge dei grandi numeri, ma anche il motivo per cui mi ha incuriosito l’evento organizzato dagli Osservatori.net Digital Innovation “Oggi apriresti uno studio?”, tenutosi il 6 febbraio scorso a Milano e a cui ho partecipato. Un evento che si è fondato su una ricerca fatta su 1040 studi in tutta Italia, moltissimi dunque, con la collaborazione della School of Management del Politecnico di Milano.

Ho un’esperienza ventennale di lavoro negli studi professionali e sono quasi 10 anni che affianco i commercialisti nell’uso dei software di gestione. Non solo: essendomi diplomata in ragioneria/indirizzo programmatori, ho sempre avuto un forte interesse per l’ambito informatico, seguendone l’evoluzione nell’ambito degli studi professionali, in corso dagli anni Novanta.

Molti i passi avanti: per esempio, le dichiarazioni fiscali e i bilanci non si presentano più in forma cartacea, tramite posta e in Camera di Commercio, ma vengono inviati telematicamente.

D’altro canto, i nuovi strumenti hanno consentito sì di accelerare i tempi delle presentazioni, ma nel frattempo le norme si sono fatte più complesse, le scadenze fiscali sono cambiate e l’urgenza di formazione (corsi, eventi, convegni…) si fa sempre più pressante. Con il risultato che gli addetti al mestiere non hanno più un attimo di respiro.

Sempre di corsa, mai fermi!

Qual è il futuro degli studi professionali?

Credo che stiamo attraversando un momento epocale di rivoluzione tecnologica, che non avrà impatto solo sugli strumenti a disposizione, ma bensì sulla professione stessa, sulla relazione con i clienti azienda degli studi, sui servizi da loro prestati, sulla loro competitività, che richiede limature di prezzo, semmai, ma mai compromessi sul valore oggettivo. Questo momento lo riassumerei nell’espressione “Innovazione digitale” o Digital Transformation.

La Digital Transformation è il mezzo attraverso il quale lo studio professionale si rapporta ai propri clienti, comunica con gli enti preposti, organizza, gestisce e controlla le attività e le risorse, digitalizza i documenti per poi condividerli con i clienti.
Il mio obiettivo è capire come aiutare gli studi ad affrontare questo momento, come inserire l’innovazione digitale in studio: operazione impossibile senza, prima, dare un’occhiata alla situazione di oggi.

La situazione oggi

Da uno studio di ricerca effettuato dalla School of Management del Politecnico di Milano su 1040 studi (Commercialisti, Consulenti del lavoro, Avvocati e Multidisciplina) in tutta Italia è emerso quanto segue:

  • Il fatturato e la reddittività 2015 sono aumentati rispetto al 2014, e i Commercialisti hanno avuto il sopravvento sugli Avvocati;
  • La tecnologia e la redditività si influenzano reciprocamente, in quanto l’aumento della reddittività consente di investire nella tecnologia IT;
  • Nonostante i commercialisti abbiano avuto un reddito e fatturato maggiore rispetto agli avvocati, questi ultimi sono i professionisti che hanno investito di più in tecnologie IT;
  • Rispetto al 2014 il tempo lavorativo dedicato ad attività che generano business è aumentato del 10%;
  • Le tecnologie consentono agli studi di dedicare maggior tempo alle attività produttive in quanto è meno il tempo impiegato per le attività amministrative;
  • Ad oggi, però, il 48% degli studi non ha ancora compreso la capacità delle tecnologie di generare valore, il 25% ha compreso questa opportunità e corre verso la digitalizzazione, il 27% è ancora in dubbio;
  • Nell’ambito dei Consulenti del lavoro il 56% degli studi rimane fermo sul non investire in ICT.

 

All’orizzonte la Digital Transformation

Il futuro sarà sicuramente nella Digital Transformation, perciò i professionisti dovranno orientarsi verso questa evoluzione se vorranno ancora stare sul mercato ed essere competitivi.

Il budget di spesa nella ICT (Information and communication technology) è in aumento, soprattutto nelle aree più sviluppate.

Tutto dipende molto, va detto, anche dalla digitalizzazione del settore della Pubblica amministrazione, ma questo non deve diventare un alibi per aspettare a innovarsi. Questo perché, in ogni caso, gli adempimenti amministrativi non sono ancora ottimizzati come dovrebbero dalla digitalizzazione: il tempo impiegato per adempiere agli obblighi digitali è ancora pari al 75%.
L’appesantimento degli adempimenti burocratici, gli invii telematici, le necessità derivanti dal mercato, la non chiarezza della norma incidono negativamente sul lavoro dei Professionisti.

Mentre attendiamo la diffusione di un’adeguata formazione informatica degli enti PA, iniziamo a lavorare per far partire dagli studi professionali l’innovazione digitale.

Prepararsi a resistere

È vero che la sopravvivenza degli studi oggi è difficile, ma non proibitiva: basta accettare il fatto che sia cambiato il modello di lavoro della categoria e del servizio offerto. Il boom dei Centri elaborazione dati (CED) degli anni Ottanta/Novanta ha fatto sì generare del reddito, ma al tempo stesso è stato un business che pochi studi hanno coltivato, rimanendo fermi a quella tecnologia prevalentemente di data entry, che ha portato solamente alla “guerra dei prezzi” pur di mantenere il cliente.

Questo modello ha fatto diminuire la redditività, mentre i costi aumentavano, diminuire il budget di spesa tecnologica, mentre l’IT continuava a produrre nuove piattaforme di comunicazione, condivisione e collaborazione.

L’attività del commercialista ha davanti mondi nuovi rispetto al passato, ma deve investire su se stessa e sugli strumenti del suo lavoro. La legge, per fortuna, ci viene in aiuto: il comma 821 della Legge di Stabilità 2016 ha deliberato fino al 2020 lo stanziamento dei Fondi Strutturali Europei per consentire anche ai professionisti di investire nella tecnologia.

5 regole per sopravvivere al cambiamento

Il mercato mette a disposizione strumenti che aiutano il professionista a fare i primi passi importanti verso la digitalizzazione:

  • Conservazione Sostitutiva: la normativa è ormai chiara, e rimandare la messa in opera è solo un alibi mentale. La dematerializzazione dei documenti permette di lavorare più efficacemente, aumentando la produttività e la competitività;
  • Controllo di Gestione: dotarsi di un software che possa derivare dalla gestione dei processi aziendali in modo strutturato la base informativa necssaria allo sviluppo di un efficiente sistema di controllo. Ciò permette di gestire e controllare in maniera automatica i carichi quotidiani e abbandonare il classico foglio Excel, che sarà pur comodo, ma ha un costo troppo elevato in gestione, affidabilità e sicurezza;
  • Software gestionale integrato con l’azienda cliente: la dotazione di un unico strumento che consenta la condivisione di informazioni tra Commercialista e Azienda. Si aumenta, così, il portafoglio clienti introducendo nuovi servizi di consulenza gestionale, economica e finanziaria, oltre a fidelizzare i clienti. Questa soluzione, dalle statistiche, viene percepita dal cliente come un maggior avvicinamento del professionista alla sua attività;
  • Condivisione delle informazioni: le piattaforme di condivisione attualmente sul mercato offrono potenti strumenti utili a far risparmiare, tempo, duplicazioni dei dati e maggior tracciabilità dell’informazione stessa. L’introduzione del Cloud consente di mettere in comunicazione lo Studio del Commercialista e del Consulente del lavoro con i propri clienti. L’accessibilità da qualunque luogo consente di essere sempre vicini ai propri clienti;
  • Comunicazione: Il mercato offre strumenti che consentono di accorciare le distanze col cliente e di comunicare quando e come vogliamo senza aspettare troppo tempo. Parcelle, cedolini, Comunicazioni, Dichiarazioni fiscali, Bilanci, Documenti contabili, News letter ora  sono online.

Ora tocca a te: ecco cosa puoi fare

La digitalizzazione aiuta a fare passi avanti, ma finora pochi studi si sono spinti verso questa strada. Basterebbe partire con questi spunti per offrire i servizi di sempre, ma in modalità e natura diversa e prendere coraggio. La strada sarà lunga, ma gli ostacoli saranno sempre meno, e ne varrà la pena perché il traguardo consisterà nel diventare sempre più competitivi e più vicini ai nostri clienti.

P.S. valutare le scelte corrette per sfruttare le opportunità offerte dalla Digital Transformation non è una cosa sempre facile per gli studi professionali. Come potresti migliorare la digitalizzazione del tuo studio professionale? Contattaci per un’analisi GRATUITA e saremo felici di aiutarti a individuare la strada migliore per il tuo studio.